Non è mai facile per nessuno prendere decisioni che possano impattare, in maniera talora anche dirompente, sulle vite dei propri cari e sulla propria stessa vita.
Ecco, ti parlo di me, una vita spesa a dare consigli, spesso buonissimi consigli, ma ogni volta che mi trovavo a dover fare una scelta che riguardasse la mia carriera, i miei interessi economici, la mia vita affettiva, andavo in crisi, mi arroccavo nella mia zona di comfort, alla fine rimandando qualsiasi decisione.
In realtà oggi non è esattamente così. È stato proprio il lavoro di scrittura della mia opera prima a condurmi ad osservare con maggiore lucidità la mia interiorità rappresentata dai pensieri, i sentimenti, i desideri, le pulsioni, gli stimoli prodotti dal mio pensiero stesso, come pure il senso dell’identità che nel tempo si è sedimentato in me. Insomma, ho imparato a guardarmi dentro con occhi diversi, quasi come guardassi il film della mia vita con Emanuele attore protagonista.
Oggi sono più pronto, sicuramente più di prima, a fare le grandi scelte. So che potrò sbagliare ma sono certo che qualunque errore dovessi commettere lo avrò nel frattempo ben identificato e adeguatamente soppesato.
Immagino che anche tu che mi stai leggendo qualche volta abbia pensato “ma sì, in fondo va bene così come viene”, qualche altra “mollo tutto e mando tutti al diavolo”, qualche altra ancora “ma come posso dire a mio figlio che l’azienda, forse, non fa per lui?”. Probabilmente ti sei fatto mille domande ma ciò che sarebbe ancor più grave è che tu non te ne sia mai posta alcuna.
In tutti questi anni ho aiutato decine di imprenditori come te ad affrontare al meglio la transizione generazionale. L’ho fatto perché avevo qualcosa da raccontare ad ognuno di loro ma ho saputo farlo perché, soprattutto, sono stato in grado di ascoltarli.
Non è mai facile per nessuno prendere decisioni che possano impattare, in maniera talora anche dirompente, sulle vite dei propri cari e sulla propria stessa vita.
Ecco, ti parlo di me, una vita spesa a dare consigli, spesso buonissimi consigli, ma ogni volta che mi trovavo a dover fare una scelta che riguardasse la mia carriera, i miei interessi economici, la mia vita affettiva, andavo in crisi, mi arroccavo nella mia zona di comfort, alla fine rimandando qualsiasi decisione.
In realtà oggi non è esattamente così. È stato proprio il lavoro di scrittura della mia opera prima a condurmi ad osservare con maggiore lucidità la mia interiorità rappresentata dai pensieri, i sentimenti, i desideri, le pulsioni, gli stimoli prodotti dal mio pensiero stesso, come pure il senso dell’identità che nel tempo si è sedimentato in me. Insomma, ho imparato a guardarmi dentro con occhi diversi, quasi come guardassi il film della mia vita con Emanuele attore protagonista.
Oggi sono più pronto, sicuramente più di prima, a fare le grandi scelte. So che potrò sbagliare ma sono certo che qualunque errore dovessi commettere lo avrò nel frattempo ben identificato e adeguatamente soppesato.
Immagino che anche tu che mi stai leggendo qualche volta abbia pensato “ma sì, in fondo va bene così come viene”, qualche altra “mollo tutto e mando tutti al diavolo”, qualche altra ancora “ma come posso dire a mio figlio che l’azienda, forse, non fa per lui?”. Probabilmente ti sei fatto mille domande ma ciò che sarebbe ancor più grave è che tu non te ne sia mai posta alcuna.
In tutti questi anni ho aiutato decine di imprenditori come te ad affrontare al meglio la transizione generazionale. L’ho fatto perché avevo qualcosa da raccontare ad ognuno di loro ma ho saputo farlo perché, soprattutto, sono stato in grado di ascoltarli.
Se hai voglia di parlarmi di te e della tua azienda, mettiamoci comodi, sarà un piacere per me conoscere la tua storia. Qui sotto intanto ti lascio qualche domanda che possa stimolare l’inizio di un percorso di introspezione, di profonda conoscenza della persona che sei e dell’imprenditore che c’è, indissolubilmente, in te.
Se hai voglia di parlarmi di te e della tua azienda, mettiamoci comodi, sarà un piacere per me conoscere la tua storia. Qui sotto intanto ti lascio qualche domanda che possa stimolare l’inizio di un percorso di introspezione, di profonda conoscenza della persona che sei e dell’imprenditore che c’è, indissolubilmente, in te.
- Hai mai pensato che la tua azienda abbia bisogno di rinnovare la sua governance?
- Pensi che i tuoi discendenti riusciranno a realizzare quello che hai prodotto tu?
- Ritieni che le relazioni familiari e affettive in azienda possano essere più croce che delizia?
- Hai mai pensato concretamente a un tuo futuro fuori dall’azienda?
- Credi che il merito debba essere il primo driver per la crescita della tua impresa?
- Ti fidi veramente dei tuoi manager e dei tuoi consulenti?
- Preferisci che a darti dei consigli sia un figlio magari ancora un po’ acerbo o un consulente esterno con comprovata seniority?
- L’azienda è per te veramente parte del tuo patrimonio, al pari ad esempio di una barca o di un appartamento? O è qualcosa di più e di diverso?
- Hai mai pensato che la tua azienda abbia bisogno di rinnovare la sua governance?
- Pensi che i tuoi discendenti riusciranno a realizzare quello che hai prodotto tu?
- Ritieni che le relazioni familiari e affettive in azienda possano essere più croce che delizia?
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